giovedì 28 ottobre 2010

La delibera ai fini dell’incentivazione della produzione di energia dalla fonte solare



E' datata 20 ottobre 2010 la delibera che stabilisce l'attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 6 agosto 2010, ai fini dell’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare.

Il testo contiene nuove norme per l'attuazione del Conto Energia.

Nell'allegato A sono pubblicati 17 articoli inerenti disposizioni per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico, le condizioni per l'ammissione alla tariffa incentivante, alla maggiorazione e al premio, le modalità e le condizioni di erogazione delle tariffe incentivanti e delle maggiorazioni e del premio.



Maggiori dettagli ed il testo delle nuove norme si trovano al link seguente:

http://www.fotovoltaici.info/Ultime-Notizie/norme-attuazione-conto-energia.html

Il nano-imbuto solare per il fotovoltaico di domani


Nei laboratori del MIT si mettono le nanotecnologie al servizio del fotovoltaico: realizzata una fibra capace di concentrare e moltiplicare per 100 l'energia del sole. Sarà protagonista del futuro del fotovoltaico? Le promesse sono allettanti ma è ancora presto per dirlo.

“Imbuti solari”, ossia antenne fatte di nanotubi, capaci di concentrare e moltiplicare l'energia del sole e che promettono di dare vita a nuove celle low-cost. Potrebbero arrivare dalle nanotecnologie nuovi sviluppi per il fotovoltaico e i pannelli del futuro potrebbero produrre la stessa quantità di energia con un centesimo delle dimensioni di quelli attuali. Nei laboratori del Massachussets Institute of Technology (MIT) si sta lavorando su un nuovo materiale molto interessante per l'energia dal sole, presentato di recente in uno studio pubblicato su Nature Materials.

L'innovazione allo studio non è così recente, perché già da qualche anno è oggetto di lavoro di alcuni laboratori, ma oggi sta lentamente prendendo più concretezza. Usando nanotubi di carbonio, ossia tubi cavi fatti di atomi di carbonio, gli ingeneri chimici del MIT hanno trovato un modo per creare delle antenne capaci di concentrare l'energia solare moltiplicandola per 100 rispetto al normale flusso che investirebbe una cella solare. “Invece che avere il tetto intero ricoperto di celle fotovoltaiche si potranno avere piccoli spot con celle minuscole dotate di antenne che convoglieranno i fotoni” spiega Michael Strano, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto denominato “solar funnel”, ossia, appunto, “imbuto solare”.

Sappiamo che i pannelli fotovoltaici funzionano convertendo in corrente elettrica i fotoni, cioè l'energia luminosa del sole. I “nano imbuti” del MIT non farebbero che aumentare in maniera esponenziale il numero di fotoni che la cella riesce a catturare. Niente a che vedere con il solare a concentrazione come lo conosciamo, lenti e specchi non c'entrano, bensì qui tutto si gioca su dimensioni di micrometri, ossia milionesimi di metro. L'antenna, risultato dei progressi nelle nanotecnologie, consiste in una fibra lunga circa 10 micrometri e spessa 4 composta da circa 30 milioni di nanotubi di carbonio (vedi in alto immagine al microscopio, cortesia MIT).

La particolarità che permette a questo “imbuto” nanotecnologico di concentrare i fotoni è il fatto di essere costituito da due diversi strati di nanotubi, ognuno con proprietà elettriche diverse, nello specifico differenti “bandgap”, ossia intervalli nella banda di conduzione. I nanotubi dello strato interno dell'antenna hanno un bandgap minore rispetto a quelli dello strato esterno: questo fa sì che gli eccitoni (il frutto dell'interazione tra gli elettroni e il bandgap) vengano convogliati verso l'interno dell'antenna. Quando la luce colpisce il materiale, dunque, tutti gli eccitoni fluiscono verso il centro della fibra, dove vengono concentrati.

Il materiale potrà essere usato anche in altre applicazioni, come visori notturni o telescopi. Ma il passo successivo più importante sarà integrarlo in un dispositivo fotovoltaico, costruendo l'antenna attorno ad un materiale semiconduttore. Per ora le fibre disperdono il 13% dell'energia luminosa assorbita ma si punta ridurre questa perdita all'1%. L'efficenza del dispositivo poi dipenderà da quella del semiconduttore. Certo, con un fattore di concentrazione di 100, le promesse sono allettanti.

Le celle solari ai nanotubi potrebbero, dunque, divenire un'alternativa low-cost a quelle tradizionali? Secondo Strano sì: “nel futuro prossimo i nanotubi di carbonio saranno venduti a pochi penny l'oncia, al pari dei polimeri” e continua: “L'aggiunta (delle nano-antenne, ndr) alle celle comporterebbe un aumento dei costi trascurabile rispetto al costo di produzione della cella in sé”.

Restano però alcuni problemi non secondari da risolvere. Ad esempio, spiega Michael Arnold, professore di scienze dei materiali alla University of Wisconsin at Madison, “bisogna investigare come gli eccitoni nello strato interno (dell'antenna, ndr) potranno essere raccolti e trasformati in energia elettrica”. Insomma, stiamo parlando di tecnologie interessanti, ma per il momento ancora lontane dal poter influire concretamente sul settore del fotovoltaico. Abbiamo cioè ancora un po' di tempo per vedere se le promesse degli “imbuti solari” verranno mantenute

Fonte QualEnergia

L’espansione dei produttori di celle e moduli cristallini



Le grandi compagnie manifatturiere del fotovoltaico "cristallino" puntano alla produzione di massa. Le aziende cinesi primeggiano nel comparto delle celle grazie a costi più competitivi. Si tende all’integrazione verticale della produzione e a nuove forme di cooperazione. Per celle e moduli i fattori chiave nel breve-medio periodo saranno mercato del silicio e quotazione del dollaro.

La produzione di celle fotovoltaiche nel mondo per quest’anno dovrebbe raggiungere la potenza di 10,5 MW e nel 2011 dovrebbe essere compresa nel range tra 13 e 14 MW. Dietro questi numeri si sta intanto giocando una accesa battaglia per il predominio mondiale che fa muovere le aziende verso l’integrazione verticale e il miglioramento dei processi produttivi, oltre a puntare su convenienti contratti di lungo periodo per l’acquisizione della materia prima.
Un’analisi su quanto sta avvenendo in questo comparto a livello globale e sulle strategie in grado di rendere sempre più competitive le aziende manifatturiere fotovoltaiche è stata pubblicata recentemente dalla rivista Sun & Wind Energy (n.10/2010 - The battle for supremacy). In questo articolo diamo qualche cenno sulla parte relativa al mercato delle tecnologie mono e policristalline.

Secondo Stefan de Haan, della società di consulenza iSuppli, intervistato dalla rivista, tutte le aziende oggi stanno puntando ad espandersi, ma i produttori asiatici hanno ancora un vantaggio competitivo sui costi di almeno il 15% rispetto alle compagnie europee. In effetti le prime quattro posizioni della top 10 dei produttori di celle cristalline nel primo trimestre 2010 erano cinesi: la Suntech con una quota di mercato dell’8,1% e leader nell’anno 2009 con 704 MW di produzione, seguita da Ja-Solar (7,3%), Trina Solar (5,5%) e Yingli Solar (5,4%).

Una tendenza che sembra emergere negli ultimi tempi è quella della cooperazione fra un produttore di celle e uno di moduli: di fronte ad un rapido aumento della domanda di prodotti e componenti del settore, c’è la necessità di essere molto più vicini ai mercati finali, riducendo così i costi, e al tempo stesso puntare ad avere maggiori capitali da investire.

Mentre nella parte della filiera i costi dell’energia e del lavoro sono quelli più rilevanti, nella produzione dei moduli al silicio cristallino la componente dei costi più importante è quella attinente al trasporto. Ed è anche per questo che essere vicini ai mercati di sbocco resta un vantaggio. L’articolo rileva che in questa parte della catena di valore del settore negli ultimi tempi la grandezza e le quote di mercato dei principali operatori mondiali sono cresciute notevolmente.

Alcuni analisti ritengono inoltre che la oversupply di moduli FV, creatasi negli ultimi due anni, anche grazie a prezzi del silicio molto più bassi rispetto al periodo precedente, potrà equilibrarsi già nei prossimi anni. Fa ben sperare intanto l’impetuosa domanda proveniente dal mercato tedesco (forse 9 GW nel solo 2010) che sta contribuendo a ridurre questo eccesso di offerta.
Sempre secondo iSuppli, i produttori di moduli al silicio cristallino più forti nel primo trimestre 2010 sono risultati Suntech (9,9% di quota di mercato), Sharp (7,4%), Trina Solar (6,8%, Canadian Solar e Yingli (6,7% ciascuno), SolarWorld e SunPower (5,4% ciascuno).

L’evoluzione nel 2011 di questi comparti (celle e moduli) dipenderà dallo sviluppo del mercato del silicio ma anche dalla forza del dollaro, visto che questa materia prima (ad eccezione che nel caso della società tedesca Wacker Chemie) è trattata nella moneta Usa. Al momento con un cambio euro-dollaro attorno a 1,4 e un aumento negli ultimi mesi dei prezzi del silicio del 20% (anche se i prezzi si sono stabilizzati su medie piuttosto basse), e con una domanda in forte crescita, si potrebbe assistere ad un leggero rialzo dei prezzi di celle e moduli.

Sebbene la maggior parte degli analisti non si attende nei prossimi anni nessun collo di bottiglia nella produzione di silicio, altri osservatori come Dirk Morbitzer di Renewable Analytics ritengono che alcuni problemi potrebbero invece sopraggiungere. Questo perché egli stima una domanda di silicio tre volte superiore entro il 2015 e che un adeguamento delle capacità produttive richiederebbe almeno 18 mesi. Se questa sarà la tendenza i produttori dovranno avere chiare le loro intenzioni al più tardi entro la fine del 2012 e forse non sarà così semplice capire la situazione futura in quel dato momento.


Fonte QualEnergia

sabato 31 luglio 2010

Uno sguardo al terzo conto energia


Alcuni aspetti e novità del terzo conto energia fotovoltaico che sarà a breve firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il nuovo conto energia fotovoltaico che entrerà in vigore il 1° gennaio 2011, approvato lo scorso 9 luglio, dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni permette finalmente al settore di allungare il proprio sguardo fino alla fine del 2013 e oltre. In sintesi vediamo alcuni aspetti del decreto (vedi allegato in basso) che sarà a breve firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Si passa da tre classi di potenza dell’attuale meccanismo alle sei classi di questo terzo conto energia. Viene eliminata la tipologia di “impianto parzialmente integrato” per arrivare ad avere solo due tipologie impiantistiche: impianti realizzati su edifici e impianti su terreno o altri impianti.
Le tariffe incentivanti, pagate per 20 anni, nel 2011 subiranno una sensibile riduzione rispetto a quelle in vigore nel 2010; questa oscillerà tra il 10 e il 25% per gli impianti installati su edifici e tra il 13 e il 27% circa per gli altri impianti.

Come si nota dalla tabella A le tariffe subiscono una decurtazione, nel loro primo anno, in 3 differenti periodi. Negli anni successivi, 2012 e 2013, le tariffe del 2011 presentate in tabella, colonna C, subiranno una riduzione del 6% all’anno.

Il decreto prevede specifici incentivi per gli impianti integrati con caratteristiche innovative (si veda tabella B). Queste tariffe previste per intervalli di potenza da 1 a 20 kW, da 20 a 200 e sopra i 200 kW, saranno superiori del 16-28% alle tariffe previste per impianti su edifici.

Il decreto considera anche una nuova tecnologia, quella del fotovoltaico a concentrazione (art. 14 - tabella C) per impianti da 1 kW fino a 5 MW. In questo caso si può accedere alle relative tariffe per impianti che entrano in esercizio in data successiva alla quella di entrata in vigore del decreto sul conto energia, quindi ben prima del 2011.

Inoltre sono considerate specifiche maggiorazioni sulle tariffe incentivanti (artt. 9 e 10). Tra i premi considerati:
• il 5% per impianti realizzati su edifici presenti in zone classificate come industriali, commerciali, cave o discariche, e per quelli operanti in regime di scambio sul posto realizzati su edifici da Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;
• il 10% in più per impianti che sostituiscono coperture in eternit o contenenti amianto;
• il 20% di maggiorazione spettante in ciascun giorno in cui un l'impianto è parte di un sistema con profilo di scambio prevedibile;
• fino ad un incremento massimo del 30%, pari alla metà del miglioramento percentuale della riduzione del fabbisogno energetico conseguita, se vengono effettuali lavori che migliorano la prestazione energetica di un edificio.

Gli impianti fotovoltaici i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline avranno diritto inoltre ad una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa per impianti fotovoltaiche realizzati su edifici e la tariffa per ‘altri impianti fotovoltaici’.

Il nuovo conto energia prevede (art. 3) un limite massimo di potenza incentivabile pari a 3.000 MW, ma potranno accedere alle tariffe anche impianti che entreranno in esercizio entro 14 mesi (24 per soggetti pubblici) dal giorno del raggiungimento dei limiti massimi di capacità che verranno comunicati dal GSE.
Per gli impianti FV integrati architettonicamente con caratteristiche innovative il limite è di 300 MW, mentre per quelli a concentrazione è di 200 MW.

Sempre nell’articolo 3 del decreto si fissa un obiettivo di potenza massima cumulativa da installare entro il 2020 pari a 8.000 MW (questa cifra è considerata da tutti gli operatori ampiamente sottostimata).

Alcuni elementi chiarificatori sono esplicitamente indicati dal decreto (art. 20). Ad esempio che le serre fotovoltaiche possono beneficiare delle tariffe solo se vi verranno svolte attività agricole per tutto il periodo relativo all’incentivazione. Si considerano poi impianti a terra quelli con moduli ad altezza inferiore a 2 metri da terra nel punto più basso. Tutti gli impianti ad inseguimento sono da considerarsi impianti a terra.

Per quanto concerne la cumulabilità degli incentivi le disposizioni sono previste dall’art. 5 del decreto. In molti casi le tariffe del conto energia sono cumulabili con contributi in conto capitale fino al 30% del costo dell’investimento; questo limite sale al 60% nel caso di impianti FV realizzati su edifici scolastici pubblici o scuole paritarie di ogni ordine e grado, strutture sanitarie pubbliche, su edifici sedi amministrative di proprietà di enti locali, regioni o province autonome.

Più tempo disponibile per il conto energia 2010


Non più il 31 dicembre 2010, bensì il 30 giugno 2011. Slitta la data entro la quale dovranno entrare in esercizio gli impianti fotovoltaici per poter continuare a godere dell'attuale conto energia. La novità in un emendamento al d.l. Energia approvato al Senato che rende più morbido il passaggio tra i due regimi incentivanti mettendo al riparo dai ritardi nelle procedure di allacciamento.

Non più il 31 dicembre 2010, bensì il 30 giugno 2011. Slitta la data entro la quale dovranno entrare in esercizio gli impianti fotovoltaici per poter continuare a godere delle tariffe incentivanti del secondo conto energia, quello attualmente in vigore e che lo sarà fino a fine anno.
Il colpo di scena arriva con l’approvazione, ieri mattina al Senato, di un emendamento al cosiddetto “decreto energia” (d.l. 8 luglio 2010, n. 105) che passerà all’esame della Camera la settimana prossima ma che, essendo “blindato”, non dovrebbe subire modifiche.

L’emendamento in questione modifica il provvedimento con cui si stabiliva che potevano accedere agli incentivi attuali solo gli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2010, (ossia il comma 1 dell’articolo 2-sexies del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41) è lo sostituisce così: “Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 19 febbraio 2007 (…) sono riconosciute a tutti i soggetti che, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 5 del medesimo decreto ministeriale, abbiano concluso, entro il 31 dicembre 2010, l’installazione dell’impianto fotovoltaico, abbiano comunicato all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al Gestore dei Servizi Elettrici-GSE S.p.a., entro la medesima data, la fine lavori ed entrino in esercizio entro il 30 giugno 2011.”

Quindi, se il decreto così emendato passerà, per godere degli incentivi attuali (anziché di quelli rivisti al ribasso del conto energia 2011) non occorre più che sia effettuata la richiesta all'Enel in tempo utile (cioè il 15 novembre 2010 per gli impianti semplici) e che l'impianto entri in esercizio entro il 31 dicembre 2010. Basterà che entro quella data l’impianto sia finito (lo certificherà l’asseverazione di un tecnico abilitato) e la richiesta di allacciamento presentata, a quel punto per l’entrata in esercizio ci sarà tempo appunto fino al 30 giugno.

Ispezioni e controlli affinché nessuno bari sono delegati al gestore di rete e al GSE, mentre l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro 90 giorni dalla conversione del decreto, dovrà approntare delle regole per evitare “fenomeni di prenotazione di capacità di rete per impianti alimentati da fonti rinnovabili per i quali non siano verificate entro tempi definiti le condizioni di concreta realizzabilità delle iniziative, anche con riferimento alle richieste di connessione già assegnate”

"L'emendamento -spiega a Qualenergia.it il senatore Francesco Ferrante (PD) - è stato introdotto per evitare che a causa di ritardi nelle procedure di connessione da parte del gestore di rete molti impianti perdessero il diritto ad accedere al vecchio conto energia. Con una finestra così ampia tra la domanda di allacciamento e la data entro cui l'impianto deve entrare in funzione, e con le regole di garanzia che l'Autorità stabilirà, questo non dovrebbe più accadere". Insomma, un emendamento per evitare ingorghi nelle procedure di connessione con il quale passaggio dal secondo al terzo conto energia sarà più morbido.

Sotto lo schema incentivante del prossimo conto energia ricadranno, dunque, solo gli impianti che non saranno pronti e non avranno effettuato la richiesta di connessione entro il 31 dicembre 2010 o che comunque non saranno entrati in esercizio oltre il 30 giugno 2011.
Questi – come spiegato su queste pagine nell’illustrare le modifiche introdotte andranno incontro a riduzioni delle tariffe incentivanti tra 10 e il 25% per gli impianti installati su edifici e tra il 13 e il 27% circa per gli altri impianti.